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Una relazione sentimentale stabile potrebbe essere associata a specifici cambiamenti biologici nel nostro organismo. È quanto emerge da uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica World Journal of Biological Psychiatry e guidato dalla psichiatra Donatella Marazziti, che ha analizzato il ruolo del BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina fondamentale per il funzionamento e la plasticità del cervello.

L’obiettivo dello studio

La ricerca ha voluto verificare se essere coinvolti in una relazione romantica stabile fosse associato a differenze nei livelli periferici di BDNF, una molecola che svolge un ruolo cruciale nei processi di apprendimento, memoria e regolazione emotiva.

Come è stata condotta la ricerca

Lo studio ha coinvolto 60 adulti sani, con un’età media di circa 27 anni. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:
• persone coinvolte in una relazione sentimentale stabile (31 partecipanti)
• persone senza una relazione stabile (29 partecipanti)

Ai soggetti è stato prelevato un campione di sangue a digiuno per misurare i livelli di BDNF nel siero e nelle piastrine, utilizzando una tecnica di laboratorio chiamata ELISA. I dati sono stati poi analizzati tramite specifiche metodologie statistiche.

I risultati

I risultati hanno mostrato che le persone coinvolte in una relazione sentimentale stabile presentavano:
• livelli significativamente più alti di BDNF nelle piastrine
• livelli più elevati di BDNF nel sangue

rispetto ai partecipanti che non avevano una relazione stabile.

L’analisi statistica ha confermato che questa differenza era significativa, mentre non sono emerse differenze legate al sesso dei partecipanti.

Cosa significa questo risultato

Secondo gli autori dello studio, i dati suggeriscono che le relazioni sentimentali stabili potrebbero essere associate a specifici cambiamenti neurobiologici, in particolare a livelli più elevati di BDNF.

Questa proteina è già nota per essere coinvolta in diversi processi cerebrali, tra cui:
• plasticità neuronale
• regolazione dell’umore
• risposta allo stress
• meccanismi di apprendimento e memoria

Un legame tra emozioni e biologia

Lo studio rafforza l’idea che le relazioni affettive profonde non siano solo un fenomeno psicologico o sociale, ma possano avere anche una base biologica misurabile.

Secondo i ricercatori, questi risultati contribuiscono a comprendere meglio come le relazioni sentimentali influenzino il cervello e il benessere psicologico.